C'eravamo tanto Borderlands





Single player contro Multiplayer, una sorta di lotta fra bene e male(?).  Da una parte il desiderio di immergersi  in mondi fantastici e conoscerne i personaggi che lo popolano, ognuno con la propria storia da raccontare. Dall’altra la ricerca della sola e più pura competizione, alcune volte dimenticando perfino il perché. Vantare un maggior rateo morti/uccisioni, lanciare armi di distruzione di massa su orde di giocatori ignari ( come non ricordare la MOAB), sbloccare oggetti estetici dalla dubbia utilità o, forse, voler  solo dimostrare a se stessi  di essere il migliore, ancora una volta. Lascio la personalissima risposta a ognuno di voi , perché non è di questo che voglio parlare, ma domandarvi:  se la risposta fra singolo e multi fosse una terza opzione? Viviamo in un periodo storico in cui, per molti, il termine Multiplayer significa competere, che sia una veloce partitella a Fifa o riempire di piombo  decine di avversarsi sul battle royale di turno. Non è sempre stato così, anzi…

Nel 2009, incuriosito  da recensioni e pareri letti su internet, acquistai Borderlands. First Person shooter  con elementi RPG, impreziosito da una veste grafica in cel-shading.  Ma cosa rende questo titolo così interessante? Gli  elementi che spiccano di più sicuramente sono due: un’impressionante quantità (e varietà) di armi e la possibilità di giocare il gioco nella sua interezza in co-op sia locale che online. Borderlands ha armi per tutti i gusti. Siete killer silenziosi dalla mira infallibile, armati di pistole e fucili per ogni evenienza?  Soldati  scelti con una torretta tascabile, pronta a seminare distruzione sui  vostri nemici? Pazzi energumeni che picchiano forte come gli shotgun con cui caricano a testa bassa? Affascinanti eroine dal grilletto facile, dotate di devastanti poteri sovrannaturali? 
In ogni FPS potete trovare armi di tutti i generi  e fin qui nulla di speciale, ma se vi dicessi che ogni arma ha dei parametri  unici, conditi da un’abilità elementale? Possiamo trovare mitra elettrici per distruggere in pochi secondi qualsiasi scudo avversario,  pistole infuocate con cui bruciare fra le fiamme il malcapitato di turno, fucili a pompa corrosivi per sciogliere ogni nemico corrazzato come fa l’acqua del mare con i castelli di sabbia o, più semplicemente siete amanti delle grandi esplosione? Con un lanciarazzi dotato di colpi esplosivi Michael Bay sarebbe fiero di voi.  Ora non vi resta che procurarvi il vostro arsenale e per farlo dovete tenere in considerazione la rarità, dal bianco per le bocche da fuoco più comuni, fino all’arancione per le leggendarie, con cui uccidere giganteschi  boss e vantarvi con gli amici, ovviamente.

Dicevamo amici, non a caso. Infatti è possibile giocare in 2 sullo stesso divano o fino a 4 giocatori online. Se vogliate una mano per un uccidere un boss,  andare a caccia di armi rare o semplicemente cazzeggiare in compagnia potete farlo, perfino senza una connessione ad internet. Al giorno d’oggi sembra di parlare del medioevo e visto come si sta evolvendo il mercato,  forse è così( di questo argomento magari ne parleremo un’altra volta), ma nel 2009 non è era raro trovare la co-op locale in molti giochi, vi erano perfino titoli sviluppati attorno a questa idea;  qualcuno ha detto Army of Two? Ricordo ancora oggi, come se fosse ieri, le nottate passate a caccia di armi leggendarie, in compagnia dell’amico di una vita o del primo sconosciuto entrato in partita. Chiunque siano i vostri compagni d’avventura, diversi e lontani oppure vicini e così simili a voi, a fianco a fianco affronterete avversari sempre più ostici, vi guarderete le spalle a vicenda, cadrete e vi rialzerete, ma uniti dallo stesso spirito: divertirsi, insieme. D’altronde, fate l’amore non WarCraft.

Il 28 Marzo è stato annunciato Borderlands 3, finalmente.  Ho colto l’occasione per ricordare e soffermarmi su i motivi che mi legano a questo gioco, nella speranza di poter riviver di nuovo le emozioni  che ha saputo donarmi all’epoca.  Ci si vede su Pandora, cacciatori o dovrei dire… amici?


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