Multiplayer VS Single Player: viva il social o la vecchia scuola?



Viviamo in una società sempre più interconnessa.
L'argomento è stato trattato in infinite occasioni ed ormai tutti siamo piuttosto consapevoli di quanto la nostra vita sia sempre più "social", con streaming in diretta, fotografie di pranzi e cene o selfie di ogni sorta di milioni di persone in tutto il mondo che condividono ogni giorno istantanee di semplice vita quotidiana. Al di là di critiche avanzabili contro l’inevitabile perdita di controllo sulla propria privacy, è innegabile che la nostra vita sia cambiata totalmente e la stessa cosa è successa nel micro cosmo del Gaming.

 

Per chi come me è cresciuto videogiocando negli ultimi anni '90 e l’inizio del nuovo millennio, è quasi impossibile dimenticare le meravigliose avventure virtuali vissute di fronte ad uno schermo, impersonando eroi e sconfiggendo avversari di ogni sorta, superando sfide che sembravano impossibili.
Da bambini, con il grembiule e tanta spensieratezza (ahimè gli anni passano!), discutevamo io e i miei amici di strategie su come sconfiggere il terribile Sephiroth in “Kingdom Hearts” o di come evitare le guardie nel leggendario “Metal Gear”; passavamo ore a giocare, da soli o insieme con l’ormai “preistorico” schermo condiviso e vari joystick connessi con il filo. Ci insultavamo, litigavamo, ci offendevamo, eppure siamo ancora qua tutti insieme a scrivere in questo blog. Magia? Non credo, erano semplicemente altri tempi.
Le nostre “condivisioni” erano fisiche, reali, parlavamo faccia a faccia e per giocare insieme dovevamo essere tutti presenti nella stessa cameretta, con il rischio di sfasciare tutto per la rabbia di aver preso sconfitte clamorose, ma questo è un altro argomento... Passavamo intere settimane su un determinato videogioco immergendoci completamente in quel mondo, immaginandoci al posto dei protagonisti, emozionandoci, esplorando il mondo di gioco e ci spremevamo le meningi per risolvere enigmi e capire come andare avanti, spesso e volentieri pensandoci insieme a più cervelli. I nostri genitori, vuoi per colpa della distanza generazionale, vuoi per il mestiere di genitori, si arrabbiavano con noi, ci accusavano di “stare troppo tempo davanti a quel coso”, quando in realtà stavamo semplicemente vivendo il nostro tempo, la nostra amicizia. Ma cosa direbbero oggi?




Oggi le cose sono diverse. “Gaming has changed”, direbbe un vecchietto bendato e muscoloso in una tuta da combattimento aderente (al giorno d’oggi in pochi la capiranno 😉), si accende la console, si entra nel battle royale che si preferisce e si giocano partite mordi e fuggi che sembrano diverse tra loro, ma sono tutte uguali. L’obiettivo è uccidere o essere ucciso, vincere o perdere, 1 o 0. Attenzione però: non si sta tutti insieme, stretti nella stessa stanza ad insultarsi con affetto, ci si mettono dei cuffioni isolanti e microfonate, ognuno a casa propria.


Si può dire che si è perso quello spirito di condivisione vera e propria, di emozioni e di rapporti reali, di amicizia, in favore di una lista amici più lunga di cui probabilmente non conosciamo nemmeno il nome, ma che è sempre pronta a sfornare qualche “buddy” con cui fare una partita mordi e fuggi, asettica.

Abbiamo perso memory card contenenti preziosi (e sudatissimi) dati di gioco da scambiare con i propri amici e i fili del joystick sono scomparsi, per lasciare il posto ad un nuovo e fiammante pulsante “share” (che per quanto mi riguarda ha le ragnatele e la polvere) con cui condividere l’ennesima kill spettacolare. Sono addirittura in arrivo piattaforme di streaming di videogames (google Stadia, Playstation Now!) che permettono di giocare senza nemmeno il bisogno del caro vecchio disco di gioco e con dei controller con pulsanti che con una semplice pressione forniscono spiegazioni dettagliate su come superare un determinato punto o la soluzione a quel particolare enigma; Perché dovremmo sforzarci a pensare? Che fatica!!!



Abbiamo guadagnato molto, ma siamo realmente felici? Voi che state leggendo rimpiangete il passato come me o siete già in lobby aspettando di trovare qualche malcapitato da impallinare con un fucile fiammante nuovo di zecca?

Quasi quasi mi faccio una partita anche io, voi che dite?

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