Gli abissi della mente - Prima parte






Un  uomo solo e smarrito, che vagabonda  in una citta vuota e insensibile, alla ricerca di chi o cosa?


Quanti di noi nell’arco della propria vita si sono sentiti così almeno una volta. Alla disperata ricerca di qualcosa di indefinito, rincuorati dalla speranza di una meritata(?) ricompensa o terrorizzati da un pensiero, strisciante e confuso che eppure  diviene sempre più reale. E se fosse tutto una enorme, perversa menzogna, se alla fine del sentiero ci fosse solo un’altra cocente delusione? Abbandonerai  il viaggio ancor prima di iniziarlo o partirai all’avventura sfidando il fato? Pillola blu o rossa Neo, hai il coraggio di  prendere una decisione, qualsiasi essa sia e accettarne le conseguenze? Che tu sia uno stolto pronto a lanciarsi in una missione suicida o un codardo in attesa della famosa occasione che passa una sola volta nella vita, il risultato finale potrebbe essere non così differente. Conosco un uomo che ha passato la tua stessa situazione e ora è il momento di raccontare la sua storia. Il suo nome è James Sunderland.

ATTENZIONE. Seguono SPOILER, PESANTI , sulla trama di Silent Hill 2.  Se non hai mai giocato a questo splendido gioco, chiudi l’articolo e corri a giocarci. Niente video, stream o riassunti su Wikipedia. Prendi coraggio e buttati nel mondo del survival horror.




La domanda più ovvia( temo per molti) credo sia: chi è James Sunderland? Che porta a una risposta ancora più ovvia: un uomo qualunque, esattamente come te e me, ed è questo il bello.  Dai videogiochi moderni ci si aspetta protagonisti con strabilianti superpoteri, soldati che farebbero impallidire Rambo o leggendari cacciatori di demoni . In età adolescenziale viviamo tutti il sogno di vestire i panni di questi eroi senza macchia, forti e sicuri di se, ma con l’arrivo della maturità le cose cambiano e diventa sempre più forte una immedesimazione nei confronti di personaggi umani, con tutte le loro( e nostre) debolezze, paure, errori ,  ma soprattutto, un passato lastricato da peccati. Per parlare del passato del nostro James, però, dobbiamo fare un passo indietro e tornare al presente. Il nostro protagonista riceve una lettera e fin qui nulla di strano, peccato che sia firmata dalla sua defunta moglie, Mary, che lo aspetta nel loro posto speciale: l’Hotel Lake View, nella cittadina di Silent Hill. 



La città di Silent Hill a una prima occhiata potrebbe non aver nulla di speciale, strade piene di negozi, piste da bowling, appartamenti moderni  e un bellissimo parco vista lago. Viene quasi voglia di passarci la prossima vacanza, ma, ahimè, non è tutto rose e fiori. Una persistente fitta nebbia impedisce di vedere chiaramente, molte strade finiscono in strapiombi mortali, locali chiusi o inagibili e non vi è traccia dei cittadini, solo orribili creature mostruose e personaggi dalla dubbia personalità. 


Angela Orosco: donna con tendenze omicida suicida, tanto da portare con se un affilato coltello da cucina. 

Eddie Dombrowski: ragazzo in sovrappeso vittima di continue umiliazioni, che lo hanno portato a sviluppare oddio e diffidenza nei confronti altrui. 

Maria: spogliarellista di una bar locale, il cui aspetto fisico  porta James a confonderla con  Mary, seppure dimostri un differente comportamento. 









Easter Egg: se notate un'assomiglianza con Christina Aguilera o Cameron Diaz, avete un ottimo occhio. Gli sviluppatori del gioco hanno confermato di essersi ispiriti alle due star per l'aspetto di Maria. 




Mary Shepherd-Sunderland: moglie di James. Deceduta 3 anni fa per una rara malattia. Invia una lettera al marito affermando di aspettarlo a Silent Hill, nel loro posto speciale. Sarà realmente così?
Infine, l’unica anima innocente del gruppo: Laura. Bambina dispettosa di otto anni che può vantare un’amicizia con Mary.








Tra i mostri più terrificanti incontrati da James vi è sicuramente Pyramid Head. Creatura umanoide, la cui identità è celata da una gigantesca maschera piramidale, da cui, appunto, prende nome.  Sappiamo ben poco di lui, ma durante il corso dell’avventura  scopriremmo  che questa entità rappresenta il senso di colpa e la consapevolezza di James di meritare una punizione  per il proprio peccato. Quale esso sia è una domanda che troverà presto risposta.




Prima  di analizzare e spiegare il finale però, dobbiamo ripercorre alcune eventi chiave che ci aiuteranno a capirlo meglio. Il nostro viaggio insieme a James inizia in un bagno pubblico, lasciata l’auto parcheggiata fuori e con lo sguardo rivolto allo sporco specchio, incoraggiandosi sul da farsi. Appena usciti, sentiamo la voce di Mary leggere la sua lettera, si trova  nella citta di Silent Hill, nel loro posto speciale e il nostro compito è raggiungerla. La città ci aspetta.


Poco più avanti, seguendo una stradina imboscata raggiungiamo un cimitero, dove troveremo Angela Orosco. James chiede alla donna indicazioni per la città ed Angela ci aiuta, suggerendoci però di non andarci, è un luogo pericoloso avvolto da una strana nebbia. James le spiega che deve trovare una persona a cui tiene molto ed è motivato a continuare. Angela risponde di essere alla ricerca della madre, in più pensa che il padre e il fratello fossero qui ( in un cimitero?). I due si lasciano, augurandosi di trovare i proprio i cari.


 In un vicolo vicino James fa il primo incontro con una della tante creature umanoidi che disseminano la città, a cui fa seguito uno scontro all’arma bianca, un pesante bastone ammatassato fra la spazzatura. Il cadavere della creatura conferma  che l’aspetto è l’unico elemento umano che possiede.


I tenebrosi e decadenti  appartamenti Wood Side  non sono un posto per una bambina, eppure essa gioca un brutto dispetto a James, schiacciandogli la mano nel tentativo di recupera una chiave e rendendo il soggiorno dell’uomo ancora più problematico. Così come è comparsa la bambina sparisce nel buio corridoio.


Se la visione di un cadavere seduto davanti a una televisione, che trasmette solo un segnale statico non bastasse a gelare il sangue,  nell’angolo cucina della stanza, Pyramid Head sevizia disgustosamente dei mostri. James terrorizzato si nasconde dietro le ante della cabina armadio, ma il mostro lentamente si avvicina verso di lui, l’ansia sale e in preda al panico l’uomo si guarda attorno, per trovare, fortunosamente, una pistola. Senza pensarci due volte scarica l’intero caricatore dell'arma sul terribile avversario, mettendolo in fuga.


Il prossimo incontro ci presenta Eddie Dombrowski intento a vomitare nel bagno, giustificandosi di  non aver ha fatto nulla e non avere alcuna colpa.  James si presenta, chiedendo al ragazzo chi sia il morto in cucina ed Eddie continua  a ripetere le stessi frasi. L’uomo gli racconta la sua esperienza con Pyramid Head, Eddie  risponde di non aver idea di chi sia e di aver visto solo dei mostri, il che l’ha spinto a nascondersi in questa stanza. Lui, come James, non è originario di questa città e non sa bene cosa l’abbia spinto a visitarla. Si salutano, rincuorandosi  a vicenda di aver cura di se stessi.


In una della tante stanze degli appartamenti incontriamo di nuovo Angela, distesa sul pavimento davanti a un grande specchio che occupa tutta la parete. Il tono della sua voce è più cupo e depresso rispetto al primo incontro e il coltello che stringe in mano non lascia spazio a molte interpretazioni. James è della nostra stessa opinione quindi cerca di farla ragionare affermando che c’è sempre un'alternativa al suicidio. Angela ribatte affermando che scappare è più semplice, che lui sia uguale a lei e che entrambi si meritano di morire. James non è d’accordo, così sposta l’argomento su i loro cari, mostra una foto di Mary ed Angela si mostra dispiaciuta per non aver notizie al riguardo. L’uomo d’altronde le racconta che la moglie è morta e non sa perché dovrebbe trovarla qui.  Angela, perplessa, si alza per allontanarsi, ma James tenta di farsi consegnare il coltello. Lei all’inizio accetta, timorosa di cosa potrebbe farci. Appena James si avvicina per prenderlo, Angela reagisce per difendersi quasi  fosse un riflesso automatico. Per poi scusarsi mentre indietreggia verso la porta, lasciando il coltello sul tavolino. 


Usciti dagli appartamenti, rincontreremo la bambina in un vicolo e chiedendole della lettera che porta con se, ci risponde che sono non affari nostri e che James non amava Mary. La frase lascia l’uomo di stucco che tenta inutilmente di fare altre domande mentre la bambina scappa di nuovo.


Al parco Rosewater incontriamo Maria, la cui impressionante somiglianza con Mary porta James a confonderla con la defunta moglie. James spiega il motivo del suo sgomento alla donna, che  lo invita a toccarla per capire che lei è calda e viva al contrario di un fantasma. Al che  il nostro protagonista realizza di aver preso un abbaglio. Su richiesta di Maria le racconta il motivo della sua visita in citta, soprattutto del parco, luogo che pensava essere il posto speciale citato nella lettera di Mary.  Maria suggerisce che potrebbero esserci altri luoghi speciali e il primo pensiero del nostro protagonista va all’amata in una stanza d’hotel. Ricordo che  lo porta a chiedere se l’hotel sul lago sia ancora aperto. Maria risponde di sì ,offrendosi di accompagnarlo e  nonostante James sia inizialmente contrario, la donna riesce a convincerlo sottolineando i pericoli che dovrebbe affrontare da sola.


Lasceremo Maria fuori dal  Pete’s Bowl-O-Rama , poiché essa non ama il bowling e ci esorterà a tornare presto.  Una volta entrati nell’edificio vedremo Eddie intento a mangiare un’intera pizza, mentre Laura con una domanda dietro l’altra, cerca di farsi spiegare cosa abbia fatto per esser ricercato dalla polizia e scappare fin qui. Il ragazzo dice di essere scappato più che altro per paura, convinto che nessuno lo avrebbe perdonato. Notando la  presenza di James, la bambina scappa via, quest’ultimo chiede a Eddie di aiutarlo a seguirla, che risponde di non volerlo fare visto che Laura lo definisce un ciccione in grado solo di rallentarla. James lascia Eddie alla sua pizza ed uscendo si riunisce con Maria che, sostiene di aver visto la bambina correre, ma non è riuscita a starle dietro. I due si rimettono così in cammino.


Finché Maria nota Laura correre verso l’ospedale Brookhaven.  Qui la donna si sente male e decide di restare a riposare mentre James continua la ricerca. Troviamo Laura giocare con degli orsacchiotti e nonostante una iniziale diffidenza della bambina riusciamo a farci spiegare il suo rapporto con Mary. Laura racconta di essere sua amica, di averla conosciuta in ospedale un anno fa, e, James, commentendo un grosso errore, la sgrida di essere una bugiarda perché Mary all’epoca era già morta. L’uomo dopo esserci preso un attimo di pausa per scusarsi con la bambina,  le chiede come faccia a non avere nemmeno un graffio nonostante i mostri che infestano la città, lei gli risponde di non capire di cosa parli.


Usando come scusa una nuova  lettera di Mary,  Laura conduce James in una stanza buia, per poi chiuderlo dentro come ripicca per averle dato della bugiarda e obbligandolo a scusarsi se vuole che  apra la porta. Nel frattempo orribili mostri escono dal soffitto, gettando James ancora più nel panico, al punto ad arrivare a offendere la bambina che, lo insulta e scappa via, lasciandolo ad affrontare le due mostruosità. 


Sopravvissuto allo scontro, James si riunisce con Maria che scambia di nuovo per Mary, mostrando  evidente delusione, cosa che porta la donna a infuriarsi, convinta che James non tenga minimamente alla sua vita e solo alla moglie. Nonostante il litigio la donna si chiede se James abbia trovato Laura, lui risponde di sì, ma che poi è scappata. Maria ribadisce che devono trovarla e anche se non abbia alcune legame con lei, si sente in dovere di proteggerla. Che sia un comportamento dettato dall’empatia nei confronti di una bambina indifesa o frutto di un legame più profondo?
Cercando di scappare dai sotterranei dell’ospedale, Pyramid Head fa la sua comparsa alle spalle della nostra coppia, che tenta di scappare usando l’ascensore ancora funzionante. James lo raggiunge per  primo, giusto in tempo per vedere le porte dell’ascensore alle sue spalle chiudersi, cercando di tenerle aperte per far passare Maria che urla disperatamente aiuto all’uomo che dovrebbe proteggerla, ma ormai è troppo tardi. Il nemico, armato di una gigantesca spada, trafigge  mortalmente Maria, le porte si chiudono negando ogni salvezza e lasciando James solo col suo dolore.



Direi che per oggi possiamo fermarci qui. Se vuoi scoprire come si conclude la storia di James, ci vediamo con la seconda parte del nostro speciale su Silent Hill 2. A presto!

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