Gli abissi della mente - Seconda ed ultima parte
Eccoci con l'attesa seconda parte del nostro speciale di approfondimento su Silent Hill 2. Ci siamo lasciati con James in lutto dopo la morte di Maria per mano di Pyramid Head. Addentriamoci di nuovo nella nebbia per scoprire la conclusione della storia di James Sunderland.
Superato lo shock, James riesce a fuggire dall’ospedale e
inizia a chiedersi cosa fare, Maria è
morta, Laura scappata di nuovo e Mary lo starà
veramente aspettando, oppure… No! Mary è la sua unica speranza ! Deve
continuare la sua ricerca, così dopo essersi recato di nuovo al Rosewater park,
trova una chiave per la Società Storica Di Silent Hill, il museo cittadino.
Qui inizia una discesa verso l’inferno sia fisica che mentale, trovandosi difronte
a scale che sembrano scendere all’infinito ed enormi buchi nel pavimento con cui
non resta altra scelta che prendere coraggio e buttarsi.
La discesa porta James alla Prigione di
Toluca (il gioco non ne mostra precisamente
l’ubicazione nella mappa, ma possiamo ipotizzare si trovi sotto al lago,
da cui prende nome) dove incontra Eddie accanto a un cadavere, armato di pistola,
che vaneggia su quanto sia facile uccidere una persona. James gli chiede se è stato lui a ucciderlo e
perché, Eddie risponde che l’ha fatto solo perché lo guardava male, esattamente
come tutti, di risposta l’uomo gli fa notare come questa non sia una motivazione valida per uccidere un
uomo(ammesso che ce ne siano) ed Eddie continua a vaneggiare fino a rispondere
che in realtà stava solo scherzando, l’uomo era già morto quando è arrivato e
anche se James tenti di farlo desistere, decide di addentrarsi nella prigione
da solo.
Ulteriori buchi portano James a un luogo ancora più
terribile, in cui è facile perdersi nella follia, il Labirinto. In una stanza, dall’altro lato della grata di sbarre, come se fosse una gabbia, Maria è seduta più viva che mai. La reazione di James è la
stessa del giocatore, incredulo cerca di giustificarsi, ammettendo che la
credeva morta, quel mostro l’aveva uccisa e lui non sapeva che fare. La donna
non sa niente di tutto ciò, inizia a parlare di un hotel e di una videocassetta
che avevano registrato insieme. Questi sono i ricordi di Mary, come può Maria
sapere tutto questo? James chiede più volte alla donna chi sia, ma le sue
risposte sono vaghe ed enigmatiche (come se non fossimo già abbastanza
confusi), in più inizia a sedurlo toccandogli il viso, poiché pur voglia, le
sbarre non le consentono di fare altro, così lo invita a raggiungerla. James cede
alla tentazione e le chiede di aspettarlo, sarà presto da lei.
Prima di raggiungerla, però, per terra
(casualmente o no) troveremo un articolo di giornale che parla della morte di
Thomas Orosco, pugnalato a morte al collo. Pugnalato a morte. Vi ricorda
qualcosa? Nel corridoio adiacente sentiremo le urla di Angela provenire da una stanza vicina e una volta
entrati ci si presenta un orribile spettacolo: una versione mostruosa del padre
di Angela, che tenta di abusare di lei, mentre la ragazza è inerme vittima di
un terrore vissuto fin da piccola. Il nostro intervento ci permetterà di
salvare Angela, che vedendo il cadavere del mostro reagirà calciandolo con ira,
per poi lanciargli addirittura un
televisore ( a tubo catodico) addosso. Nonostante l’abbia salvata, Angela
accusa James di pensare solo a se stesso, di essere un maiale e di averla
aiutata solo per un tornaconto personale, il che la disgusta. Se lei non
ricambiasse la picchierebbe e obbligherebbe come faceva il padre. La donna tira
in ballo anche Mary, non credendo che sia morta per malattia, come ribatte il
marito, ma che James l’abbia tradita con un’altra donna e infine uccisa. Detto
questo, esce di scena lasciando James di nuovo con i suoi dubbi.
Finalmente
James raggiunge la stanza del labirinto dove ha incontrato in precedenza Maria
e ancora una volta le cose non vanno come previsto. Maria è esanime, distesa su
un materasso ricoperto di sangue. Seppur James non voglia crederci la donna è morta,
di nuovo.
Il prossimo incontro è nuovamente con Eddie, ormai totalmente
impazzito. Il ragazzo ha una sola certezza: i morti sono tutti uguali. Chiunque
osi ridere e prendersi gioco di lui morirà. James tenta di farlo ragionare,
peccato che Eddie lo consideri come tutti gli altri, si è preso gioco di lui
fin dall’inizio, merita di morire. Parte un colpo dalla pistola di Eddie che
James schiva prontamente, mentre il ragazzo fugge verso la cella frigorifera.
Qui Eddie confessa che per vendicarsi di un ragazzo che lo maltrattava ha ucciso il suo cane e
appena il padrone è arrivato, richiamato dalle urla di dolore dell’animale,
Eddie gli ha sparato alla gamba, godendo delle sue urla di dolore e ironizzando
su quanto sia difficile giocare a football con un ginocchio ridotto in quel
modo. Le parole di James non hanno più alcun effetto sul ragazzo, che ribatte
ricordando che se la città l’ha chiamato allora dev’essere un peccatore,
proprio come lui. Segue uno scontro a fuoco da cui James esce vincitore, ma a
che prezzo? Finora ha combattuto per difendersi da assassine creature deformi,
invece stavolta ha ucciso un essere umano e, accettarlo, non sarà affatto
facile.
James riesce ad uscire dal labirinto e raggiungere la superficie, dove
si ritrova al molo con tanto di barchetta ad aspettarlo. Navigando alla cieca
attraverso il lago riusciamo a raggiungere l’altra sponda e dinnanzi a noi,
finalmente, si presenta il tanto agognato Hotel Lake View.
Ad una prima occhiata l’hotel non sembra cambiato
minimamente rispetto a tre anni fa. Al suo interno raggiungiamo la sala pranzo, dove Laura ci fa prendere un accidenti giocando con il pianoforte.
La bambina è
qui per cercare Mary e ci chiede dove sia. James non sa darle una risposta,
così Laura parla di una lettera che ha rubato a una certa Rachel, l’infermiera
che si prendeva cura di loro. Ci
consegna la lettera e la voce di Mary
inizia a leggerla per noi. Mary afferma di aver lasciato la lettera a Rachel
così che potesse darla a Laura quando non ci sarebbe più stata. Si scusa di
non averla salutata, le chiede di trattare bene James perché in fondo è un buon
uomo e soprattutto, le confida di amarla
come una figlia e se le cose fossero andate diversamente l’avrebbe adottata. La
bambina cita un ulteriore lettera di Mary, ma mentre la cerca fra le tasche si
accorge di averla persa e corre ancora via.
Nella prossima scena James raggiunge la stanza in cui alloggiava con Mary. Troviamo un lettore VHS , in
cui inserire la videocassetta trovata poco prima. La registrazione mostra Mary parlare
di quanto le piacesse Silent Hill e che le sarebbe piaciuto tanto tornarci. Il
segnale si distorce, improvvisamente vediamo la donna a letto, il marito seduto
accanto alzarsi per avvinarsi a lei e usare il
cuscino per strangolarla a morte.
L’immagine si distorce sempre più
fino a perdersi del tutto. La musica
sale e James cade nello sconforto, ma improvvisamente entra Laura pronta a
chiederci se abbiamo trovato qualcosa. James, a fatica, le risponde che Mary
non c’è più. La bambina gli dà del bugiardo e lui insiste dicendole che è
morta. Laura gli chiede se è morta per colpa della malattia e James, finalmente
confessa: l’ho uccisa io. Fra i due cala
il silenzio per alcuni, lunghissimi secondi, conditi dalla musica crescente e
incalzante. Laura ci vomita addosso tutta la sua ira, accusando James di essere
un assassino e di odiarlo per averle portato via la sua amica, che in fondo
vorrebbe solo riaverla indietro. L’uomo si scusa mentre la bambina in silenzio
se ne va per l’ennesima volta. Dalla radio che James porta con se, per scoprire la presenza di mostri, si manifesta la voce di Mary che ci implora di
raggiungerla, ormai è vicina e ci sta
ancora aspettando, continuando a ripetere il nome del marito. L’ulteriore
messaggio della moglie convince il nostro protagonista a proseguire il viaggio.
L’hotel ora si presenta nella sua vera natura, quasi distrutto dal recente
incendio e con l’acqua infiltrata così tanto nelle pareti da gocciolare e
trasudare fuori. In un’altra stanza troveremo delle cuffie con
cui ascoltare la registrazione fra James e il medico curante di Mary. Il
dottore ci informa che la malattia della donna è incurabile e pur quanto James
non possa accettarlo e sproni a fare tutto il possibile, alla sua amata restano
dai 6 mesi ai 3 anni di vita.
La scalinata dell’hotel è avvolta dalle fiamme ed Angela, noncurante del pericolo è davanti a James,
che scambia per la madre. Resasi conto
di ciò la donna ringrazia l’uomo per averla salvata anche se sostiene di non
valerne la pena e che si meritava cosa gli è accaduto o almeno cosi diceva la
madre. Angela in un ultimo, disperato tentativo d’aiuto, chiede a James se sia
disposto a salvarla col suo amore, guarendo il dolore, proteggendola e
prendendosi cura di lei. L’uomo resta in silenzio, rilevandosi così, per Angela, come tutti gli altri uomini
della sua vita. Delusa ci chiede indietro il coltello, James rifiuta e la donna
lo accusa di tenerlo per usarlo su se
stesso, ma James nega, non compierebbe mai un gesto simile. Mentre Angela sale
le scale, James le chiede del caldo infernale, la ragazza risponde che per lei
è sempre così, per poi scomparire fra le fiamme. Cosa ne sarà del suo futuro non ci è dato saperlo.
Giunti
in una grande stanza troveremo non uno, ma ben due Pyramid Head, armati di
lance affilate e in mezzo a loro Maria tenuta prigioniera. I boia uccideranno
di nuovo Maria, davanti gli occhi di un
uomo ancora inerme, inginocchiato dal dolore. James realizza la vera natura del
mostro e ora che è consapevole della verità è pronto ad affrontarlo. Arrecando molti colpi alle creature, esse si suicideranno usando le loro stesse armi,
ormai il loro compito è finito.
Subito
dopo percorriamo un lungo corridoio in
cui abbiamo modo di ascoltare una delle ultime conversazione fra James e Mary.
Sentiamo Mary divenuta intrattabile, al
punto da desiderare la morte, ma poi rimangiarsi
tutto dopo pochi secondi e chiedere aiuto al marito, quest’ultimo inerme e
distrutto da non poter fare nulla per aiutare l’amata.
Raggiungiamo infine il
tetto dell’hotel e qui possiamo trovare Mary o Maria, in base a come abbiamo
giocato, anche se il boss finale è sostanzialmente identico. Sconfitto il boss avremo un finale differente, ma voglio
analizzarne principalmente due: Leave e Water. In entrambi vediamo Mary e
James, che inizialmente afferma di aver ucciso la moglie per liberala dal
dolore, proprio come la stessa aveva richiesto. Per poi ammettere che una parte
di lui odiava Mary, voleva solo
liberarsene e porre fine all’incubo che stava vivendo.
In Leave, Mary
comprende il nostro dolore e ci chiede di
andare avanti con la nostra vita, consegnandoci una lettera. Vediamo James
lasciare la città con Laura e iniziare una nuova vita(?) Durante tutta la scena
ascolteremo Mary leggere la straziante lettera d’addio al marito.
In Water,
Mary ci fa capire che abbiamo sofferto abbastanza ed è arrivato il momento di
smetterla, donandoci la lettera anche in questo caso. James prende in braccio
l’amata, la porta con se, lo schermo si
oscura, sentiamo il motore dell’auto accendersi, prendere velocita e sgommare
poco dopo. In tutto questo James rivela
i suoi sentimenti, finalmente potrà stare insieme alla donna che ama. Per
sempre. Ascolteremo di nuovo la lettura di Mary mentre sullo sfondo le profonde acque del lago non lasciano dubbi sul gesto estremo di James.
Ho deciso di analizzare questi finali perché non esiste una
conclusione canonica di Silent Hill 2, sono tutte da considerare, piuttosto,
possibili conclusioni della vicenda, ma al primo tentativo, alla cieca, nel 90%
dei casi In Water sarà il finale che vedrete.
Senza aiuti esterni i nostri errori porteranno James a perdersi nel dolore,
compatendosi fino a non vedere più alcuna speranza, se non in quel passato che
non riesce ad accettare e arrivare al suicidio pur di riunirsi alla donna da
cui non riesce a distaccarsi.
Leave è invece il miglior finale possibile visto che James
affronta e sconfigge i suoi demoni, si lascia il passato alle spalle e realizza
il sogno di Mary, adottare Laura. Lascia ogni egoismo alle sue spalle ed esce
dalla città come un uomo nuovo, pronto a iniziare una vita da padre.
Questi forti differenze ci dimostrano come Silent Hill sia
semplicemente ciò che noi vogliamo che sia, esattamente come la vita di tutti i
giorni, non trovi? La città rappresenta
il nostro personale purgatorio in cui addentrarci sempre più nell’abisso
della mente, così da diradare la nebbia
e realizzare i nostri errori per metterci di fronte a una scelta: combattere o
arrendersi. Angela ha scelto di scappare dal dolore. Eddie ha lasciato l’odio
avere la meglio e con quale conseguenza? Maria si è rivelata essere la materializzazione di tutto ciò che James desiderava da Mary e che essa ormai per la malattia non poteva più dargli. L’innocenza di Laura l’ha protetta
dalle mostruosità del mondo degli adulti. Così come James, anche tu hai la
scelta sul finale della storia, che tu voglia arrenderti al primo tentativo o
riprovare fino a conquistare l’obiettivo, è tutto nelle tue mani.
Benvenuto a Silent
Hill. Sei pronto a scoprire cosa la città ha in serbo per te?





















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