Sinfonia Patetica - Welcome to the N.H.K.


Nel lontano 2006 esce l'adattamento animato di una Light Novel, da cui a sua volta ne è stato tratto un manga, dal titolo Welcome to the N.H.K.; Opera che trascina lo spettatore in una visione a tratti surreale, ironica e al contempo terribilmente cruda e realistica di una delle realtà più drammatiche presenti nella società contemporanea giapponese: Gli Hikikomori, "volgarmente" chiamati N.E.E.T. seguendo il termine anglofono. 

Prima di addentrarci sull'opera in sé, va data risposta alla prima domanda che potrebbe sorgere approcciando l'opera: Chi sono gli Hikikomori?

Megalopoli Tentacolare

Gli Hikikomori sono sostanzialmente giovani ai margini di una società frenetica (d'altronde la parola stessa significa "stare ai margini" ), che non aspetta pazientemente chi rimane indietro. Sono ragazzi (tendenzialmente tra i 14 ed i 30 anni, generalmente maschi) che decidono volutamente di rinchiudersi in casa, per non dire in una stanza da letto, tagliando di netto i rapporti con la società esterna. In Giappone questo fenomeno ha preso una piega spaventosamente risonante, con oltre 500.000 casi accertati e quasi un milione stimato. Di base appare ovvio che il disagio accomuna non solo la gioventù giapponese, l'isolamento è una causa fin troppo diffusa in molte realtà metropolitane; Ciò nonostante il paese del Sol Levante vive di peculiari dinamiche sociali che non sono perfettamente accostabili a quelle dei paesi occidentali (simile è invece la Corea del Sud). Parliamo di una società fortemente pressante, che fin dall'età scolastica impone doveri, responsabilità, impegni, severe competizioni e apparenze sociali dalle quali, volente o nolente, non si può scappare. Non è un caso che, sempre lo stesso paese, debba affrontare uno spiacevole alto tasso di suicidi.
Ovviamente il discorso è serio e andrebbe approfondito con maggior cura, pertanto non mi dilungherò troppo sulla questione. Rimane comunque importante capire le radici profonde dalle quali quest'opera, Welcome to the N.H.K., attinge; Senza avere questa consapevolezza si rischierebbe di banalizzare, o non capire del tutto, buona parte dei messaggi veicolati.

Sinfonia Patetica

Welcome to the N.H.K. è come una lunga melodia urbana, che alterna toni sommessi a potenti "cavalcate delle valchirie". In questo ritratto che miscela sapientemente realismo e surrealismo vengono inseriti 3 personaggi chiave: Sato (il nostro protagonista), Yamazaki e Misaki. Tre solitudini che s'intrecciano nel canovaccio narrativo; a loro modo tutti prigionieri in un bicchiere di vetro, differente in poco se non nelle dimensioni. 

Sato è l'hikikomori della storia: un uomo affannato nel vedere un futuro e ancorato nella sua piccola dimensione irrealistica di vita, che tutto d'un tratto deve fare i conti con una realtà violentemente sbattuta addosso (molto semplicemente...i genitori smettono di pagargli l'affitto). Convinto che il tutto sia niente altro che un ardito complotto della N.H.K. (famosa emittente televisiva giapponese) farà il possibile, inizialmente, per sfuggire dalla morsa pressante di una realtà ormai a lui lontana. Sulla sua strada si scontreranno Misaki e Yamazaki, che appaiono come il "polo positivo" e "polo negativo" delle vicende. Misaki è nel cliché tipico la crocerossina della situazione, misteriosa e a tratti stranamente inquietante, cercherà di aiutare Sato ad uscire dalla sua condizione di "prigioniero". 
Al buon Yamazaki spetta un ruolo forse maggiormente complesso: è un cinico disilluso, se così può essere descritto, ma soprattutto deluso da una realtà che appare ben diversa da quella della sua amata Pururin, eroina del suo anime preferito.

In Welcome to the N.H.K. si ride, molto....ma dietro ogni eco si percepirà un sapore amaro, melanconico. Satoru Nishizono (sceneggiatore dell'opera) riesce a rappresentare con efficacia il profondo disagio psicologico che il protagonista affronta, accentuando con eccessi e surrealismi quella che a conti fatti diviene una realistica condizione patologica. Per far un pratico esempio: nell'ilarità causata dalla passione di Sato per gli eroge (Visual Novel erotiche), di cui Yamazaki aspira a diventare un celebre produttore, si percepisce l'alienazione di un ragazzo che rifugia sé stesso in un artificio erotico, rifiutando un reale contatto umano con l'altro sesso. 
Ma non ci sono solo eccessi, anzi. Il titolo si sofferma anche sul tema del suicidio, tanto che il protagonista si ritrova (a suo ingenuo malgrado) trascinato in gruppi di raduno organizzati appositamente per togliersi la vita. 

In questo andirivieni di situazioni pesanti e scene al limite del demenziale, Welcome to the N.H.K. cattura chi riesce a non distogliere l'attenzione (e lo sguardo) su una stridente faccia di realtà, senza però perdere la capacità di poter ridere ai paradossi della vita.

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