40 anni di urla spaziali
Il 25 Maggio del 1979 nella sale cinematografiche Statunitensi esce Alien, di Ridley Scott.
Un film che mescola sapientemente horror e fantascienza, portando sul grande schermo il terrificante Xenomorfo, che a differenza dell’E.T di Spielberg, non è affatto amichevole. La pellicola divenne un successo di critica e pubblico, tanto da generare negli anni a venire svariati seguiti e spin-off ambientati nello stesso universo narrativo, alcuni più riusciti, altri meno. Ma cosa ha reso Alien il cult che tutti conosciamo?
Alien ci proietta sulla Nostromo, una nave spaziale mercantile di proprietà della Weyland-Yutani. L’equipaggio è composto da:
Tom Skerritt - Dallas: il comandante della nave. Inizialmente Skerritt rifiutò il ruolo, per ricredersi con l’assunzione di Scott alla regia.
Sigourney Weaver-Ten. Ellen Ripley: il terzo ufficiale a bordo. Per la prima volta da protagonista sul grande schermo e il cui personaggio diventerà una vera e propria icona.
Veronica Cartwright-Lambert: timoniere della nave. In origine avrebbe dovuto interpretare Ripley, ma alla fine vestì i panni dell’impaurita Lambert. Il classico ruolo in cui buona parte del pubblico può rispecchiarsi.
John Hurt- Kane: secondo ufficiale esecutivo. Protagonista e unico a conoscenza in anticipo della scena più “esplosiva della pellicola”. Hurt ci ha lasciati il 25 Gennaio del 2017. I più giovani lo ricorderanno per le sue parti in Harry Potter e negli Hellboy di Guillermo Del Toro.
Ian Holm- Ash: ufficiale scientifico. Personaggio dalla dubbia personalità, sarà protagonista di un colpo di scena.
Harry Dean Stanton- Brett: ingegnere tecnico. Stanton non era un gran fan di sci fi o mostri terrificanti, così Scott lo convinse spiegandogli che il film fosse più un thriller dalla forte suspense. Funzionò. Stanton è morto il 15 Settembre 2017. Personalmente lo ricordo per le parti nei film di John Carpenter, come 1997:Fuga da New York, Christine la macchina infernale o il più recente Lucky, di cui è protagonista. Ovviamente consiglio la visione di tutti i film citati.
Yaphet Kotto- Parker: ingegnere capo. Col buon Brett formerà la coppia comica.
Bolaji Badejo- Alieno o Xenomorfo ( se volete fare gli acculturati). Leggenda vuole che Badejo, studente Nigeriano di 26 anni, fu scoperto in un bar da un membro del casting, che lo segnalò per la sua imponente statura, ben oltre 2 metri. Perfetto per interpretare la creatura. Fra le tante scene dietro le quinte, possiamo trovarne una in cui l’attore gira per i claustrofobici corridoi della Nostromo indossando la testa dell’Alieno, così da calarsi nella parte. Purtroppo non vestì più i panni del mostro e finito il successo tornò in Nigeria, dove mori nel 1992.
La trama è molto semplice. La nave mineraria Nostromo è di ritorno verso la Terra, ma durante il viaggio, l’intelligenza artificiale che la gestisce, Mother, sveglia l’equipaggio dall’ipersonno ( una sorta di coma indotto per sopravvivere ai lunghissimi viaggi interspaziali) perché ha ricevuto un messaggio di aiuto da un vicino pianeta. Inizialmente contrario, l’equipaggio si trova costretto ad assecondare la richiesta d’aiuto, pena la perdita completa dello stipendio. Cosa nasconde il pianeta misterioso, chi ha inviato il messaggio e perché? Sono tutte risposte che scopriremo passo passo insieme ai protagonisti.
Alien è senza ombra di dubbio un film dalla grande atmosfera, grazie all’ottima regia di Scott, capace di immergerci già dalle prime inquadrature all’interno dell’astronave, condite dalla sublime colonna sonora di Jerry Goldsmith. Troviamo tantissime scene memorabili, come: il risveglio dell’equipaggio dall’ipersonno, che proprio come noi è inconsapevole di cosa lo aspetta. Il faticoso atterraggio sul pianeta sconosciuto e l’esplorazione della gigantesca nave aliena, il cui terrificante design, come lo Xenomorfo, è ideato dall’artista Svizzero Hans Ruedi Giger. La terrificante e inaspettata nascita dell’alieno, a cui seguiranno scene sempre più ricche di suspanse, con una Ripley ormai protagonista, fino all’epilogo al cardiopalma.
Alien ci ricorda la fragilità degli esseri umani nel cooperare nei momenti di difficoltà. L’essere ridotti a veri e propri schiavi da gigantesche aziende che pensano solo al proprio profitto e che ci vedono come semplici strumenti sacrificabili. Ma, soprattutto, il terrore verso lo sconosciuto, tema tremendamente attuale ai giorni d’oggi, che riguarda ognuno di noi. Tutti questi elementi fanno di Alien il capolavoro che è, il cui successo fece seguito a un altrettanto ottimo Aliens, un terzo capitolo vittima di problemi di produzione e un quarto film, che eccetto una scena, preferisco dimenticare. La saga si prese una lunga sosta, per tornare nelle mani di Scott alla regia, con l’obiettivo di realizzare una serie di prequel. Il primo di questi, Prometheus, cercò di approfondire altri temi invece che le origini dello Xenomorfo e fra critiche e delusione da parte dei fan, portò Scott a trasformare il seguito, Covenant, in un remake del capostipite della saga, piuttosto che un seguito del prequel. Covenant si rivelò un floop di critica e pubblico, così la Fox, detentrice dei diritti della saga, decise di cancellare i restanti capitoli, limitandosi a festeggiare i 40 anni del primo, storico film, rilasciando dei corti e un videogioco per dispositivi mobile. Deludendo non poco i fan.
Con l’acquisizione della Fox da parte della Disney, possiamo solo augurarci che il terrore non sia dovuto a fredde politiche aziendali, ma che possa tornare nelle sale cinematografiche. La casa di Topolino riuscirà a sentire le mie urla?















Commenti
Posta un commento